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  • Partito Democratico

Una vittoria e un punto di partenza

Alcune dichiarazioni sull'esito del Referendum sulla Giustizia.

"Il voto di oggi dice che nel Paese c'è già una maggioranza alternativa e noi forze progressiste abbiamo a responsabilità di organizzare questa speranza. Una responsabilità che sentiamo tutti. Le oltre 14 milioni di persone che hanno votato no, 5 milioni in più di quelle che avevano scelto Pd M5s e Avs alle Europee, dimostrano che esiste una maggioranza diversa da quella in carica e noi vogliamo costruire una proposta all'altezza delle aspettative", con al centro "salute, lavoro, casa e scuola". Così la segretaria del Pd Elly Schlein in un'intervista a Repubblica e la Stampa.

Rispondendo al leader M5s Giuseppe Conte, che ha lanciato le primarie per il centrosinistra, Schlein ha detto dI essere "assolutamente disponibile a correre", per scegliere "chi guiderà la coalizione progressista".
Tornando al referendum, Schlein ha detto che, a suo parere, "quando l'affluenza sfiora il 60% non si può non vedere il forte messaggio politico indirizzato innanzitutto al governo, che ha tentato di modificare da solo la Costituzione, imponendo al Parlamento un testo blindato senza alcuna possibilità di emendarlo. Una inaccettabile forzatura, giustamente punita alle urne".
I giovani, ha aggiunto, "hanno fatto la differenza in questo referendum e l'hanno fatta nonostante gli fosse stato ingiustamente sottratto il diritto di voto fuori sede".
Dall'Italia, ha concluso, "è arrivata la prima vera battuta d'arresto della destra nazionalista che in tutto il mondo, dall'Ungheria di Orban all'America di Trump, coltiva un disegno preciso: indebolire l'autonomia della magistratura per indebolirla e metterla sotto il controllo dell'esecutivo".

Video della conferenza stampa di Elly Schlein - Una “vittoria al di là di ogni aspettativa”. Così ha commentato i risultati del voto referendario la segretaria del Pd Elly Schlein, aprendo la conferenza stampa nella sede nazionale del Partito democratico. “Abbiamo vinto. C’è una maggioranza del Paese che ha fermato una riforma sbagliata, resa ancora più bella dal fatto che eravamo dati spacciati solo qualche mese fa. I giovani per il 71% hanno votato no, nonostante sia stato impedito ai fuori sede di votare. Il nostro impegno quando andremo al governo è di correggere questa stortura. A tutti dico restate mobilitati per costruire un’alternativa”.
Dalle urne arriva un messaggio per noi: il Paese chiede un’alternativa
“Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. E’ anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un’alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C’è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l’alternativa”.

Referendum: Braga, cittadini mobilitati per salvare la Costituzione - "La Costituzione non si stravolge a colpi di maggioranza. Non si tocca a dispetto del Parlamento, non si tocca senza coinvolgere le opposizioni. Non si possono più raccontare bugie: non era una riforma della giustizia e non migliorava il suo funzionamento. Era solo un modo per controllare la magistratura e consegnare alla politica il potere di decidere tutto. Dopo la finta automia e il premierato bloccato, neanche questa riforma arriva a conclusione. Il governo Meloni non può rivendicare nulla. Questo è accaduto tra ieri e oggi, grazie a una mobilitazione straordinaria di chi ha capito quale era la posta in gioco. Grazie a tutte le cittadine e a tutti i cittadini che hanno difeso la Costituzione antifascista nata dalla guerra di Liberazione e dalla Resistenza". Lo ha scritto su Facebook Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei deputati.

Referendum: Roggiani, il no dimostra che la destra non e' scontata nemmeno in Lombardia - "Il risultato di oggi e' straordinario e frutto di una grandissima mobilitazione trasversale di partiti, comitati e cittadini. La destra aveva chiamato il referendum aspettandosi un plebiscito e invece non e' stato. Persino nella Lombardia che immaginavano fosse la loro cassaforte elettorale il risultato dice chiaramente che i margini si stanno riducendo e che il risultato della destra non e' scontato. Anche perche' e' noto che una parte delle opposizioni a Fontana ha votato si'". Lo ha detto la segretaria regionale del Partito democratico Lombardia, Silvia Roggiani, commentando la vittoria del no al referendum sulla giustizia. "Da oggi - ha aggiunto - avanti tutte e tutti insieme per costruire l'alternativa, non solo in Italia ma anche in Lombardia".

Referendum: Di Biase, gli italiani hanno scelto la difesa della Costituzione - "Ha vinto il No. Ha vinto la Costituzione, che resta il punto fermo della nostra democrazia. Le cittadine e i cittadini hanno scelto di difenderla, con partecipazione e consapevolezza". Cosi' su X la deputata Pd Michela Di Biase.

Referendum, Lorenzin: oggi è una vittoria ma anche un punto di partenza - "Quando si chiama in causa la democrazia, i cittadini rispondono. E lo fanno con una partecipazione straordinaria, per dire in modo chiaro che non è questo il Paese che vogliamo. Non quello in cui si pensa di poter modificare la Costituzione esautorando il Parlamento. Non quello in cui si spostano gli equilibri del potere a favore di chi governa. Oggi è una vittoria. Nonostante i toni esasperati, gli attacchi ripetuti alla magistratura, le semplificazioni e le strumentalizzazioni, milioni di italiane e italiani hanno scelto la Costituzione. Ma è anche un punto di partenza. La prova che quando le persone partecipano, nulla è già scritto". Lo dichiara la Vicepresidente del Gruppo Pd, Beatrice Lorenzin.

Referendum, Losacco: una valanga di No - "Quello del No è un risultato straordinario, e non solo per la sua ampiezza. Dalla Puglia alla Sicilia a tutto il Mezzogiorno, per il No è una valanga. Così come netta è la sconfitta in una regione simbolo per la destra come le Marche. È chiaro che un voto con queste caratteristiche ha in sé un significato politico che va oltre il quesito referendario. È una bocciatura della Meloni e delle politiche di questo Governo, a partire da quelle di ordine economico, sul Mezzogiorno, di politica estera. Ma è un risultato che parla anche a noi: c'è un'Italia, che da stasera è maggioritaria, che chiede un'alternativa forte e credibile a questo Governo." Così in una nota il senatore Pd, Alberto Losacco. 

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